12 novembre 2016

Recensione • The queen of the Tearling


The Queen of the Tearling di Erika Johansen
Casa editrice: Multiplayer Edizioni
Genere: Post apocalittico
Serie: Saga del Tearling
Formato: Cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 19.00 euro

Un libro non si giudica mai dalla copertina. E' un pò quello che invece mi è accaduto con "The queen of the Tearling", di Erika Johansen. A primo sguardo, unito anche alla particolare colorazione delle pagine (simili a pergamena), alla dimensione dei fogli (tutti diversi, se avete il volume sotto mano capite immediatamente) e ai sottili disegni ad inizio capitolo, avevo dato per scontato fosse un romanzo fiabesco. Tutto mi aspettavo fuorchè la lettura che ne è seguita.

Trama

Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio verso il castello in cui è nata, per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Determinata e coraggiosa, Kelsea adora leggere e non somiglia affatto a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Protetta dal gioiello del Tearling uno zaffiro blu dagli straordinari poteri magici - e difesa dalla Guardia della Regina - un gruppo scelto di cavalieri guidato dall'enigmatico e fedele Lazarus - Kelsea ha bisogno di tutto l'aiuto possibile per sopravvivere alle cospirazioni dei nemici, che proveranno a impedire la sua incoronazione con agguati, tradimenti e incantesimi di sangue. Una volta diventata regina, e nonostante il nobile lignaggio, Kelsea si dimostra troppo giovane per un popolo e un regno dei quali sa ben poco, oltre che per gli orrori inimmaginabili che infestano la capitale. Kelsea deve scoprire di quale tra i suoi servitori fidarsi, perché rabbia e desiderio di vendetta si annidano fra i nobili di corte e perfino fra le sue stesse guardie del corpo. La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea sarà chiamata ad affrontare un viaggio alla scoperta di se stessa e una prova del fuoco che la farà diventare una leggenda... se solo riuscirà a sopravvivere!"
Dalle prime righe di recensione può sembrare che il romanzo non mi sia piaciuto granché, che si allontani largamente da ciò che è il mio romanzo ideale. In realtà, se ho dato questa impressione, mi correggo subito. Ho amato questo romanzo, dalla prima pagina. Mi ha regalato una lettura diversa e unica nel suo genere. Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto l'ambientazione. Già dalle prime righe può sembrare che la protagonista, Kelsea, viva nel periodo medievale. In realtà, lo si intuisce fin da subito, l'autrice descrive nei minimi dettagli un mondo futuristico. All'inizio lo fa cautamente, portando il lettore in una scoperta silenziosa (ad esempio narrando di come Kelsea abbia letto la saga di Harry Potter!). Sono passati infatti molti anni dal "passaggio", momento in cui William Tear (fondatore del regno del Tearling) è approdato, assieme a scienziati e medici, dal mondo che conosciamo ad una realtà totalmente diversa, nuova. I protagonisti vivono però come fossero in epoca medievale. Già questo primo elemento mi ha conquistata. Amo i distopici e i romanzi di fantascienza.

Il secondo aspetto che purtroppo non vediamo spesso nei romanzi è una protagonista ben caratterizzata e forte. Kelsea viene subito descritta come goffa, poco avvenente, ma anche poco interessata all'aspetto esteriore. Si comporta come una regina dall'animo forte e combattivo. Non ostenta una sicurezza che non possiede, traspare un personaggio vero in tutto e per tutto e nonostante la narrazione sia fuori dalla realtà, grazie a personaggi credibili nel bene e nel male, il romanzo appare verosimile. Crudo e appassionante nello stesso momento.
Qualcuno ha paragonato "The Queen of the Tearling"a "Il trono di spade" e prima di terminare la lettura non immaginavo di trovarvi dei punti in comune. In effetti la scrittura della Johansen ha uno stile vero, per cui spesso cade in una narrazione cruda, nonostante sia molto descrittiva e dai pochi dialoghi. Sono però aspetti crudi che nel mondo del Tearling, per come l'autrice lo descrive, appaiono necessari e in linea con ciò che l'autrice ci vuole comunicare; un mondo freddo, bellicoso. Sarà qui che Kelsea interverrà combattendo in prima linea portando quella speranza che i più hanno perso da molto tempo.
E' un romanzo molto descrittivo e in alcuni punti può apparire pesante, a tratti noioso, ma alla fine delle 400 pagine, se ne capisce il perché. Tutto si incastra, perfino la narrazione spesso descrittiva è funzionale alla Johansen per trascinare il lettore in qualcosa di meraviglioso, in un mondo unico dalle tinte misteriose e appassionanti.

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