12 gennaio 2017

Recensione • Shiver

Shiver di Maggie Stiefvater
Casa editrice: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Genere: Fantasy
Serie: I lupi di Mercy Falls
Pagine: 401
Formato: Brossura
Prezzo: 9,90 euro
Prezzo Ebook: 4,99 euro

Trama

Grace e Sam non si sono mai parlati, ma da sempre si prendono cura l'una dell'altro. Non si conoscono, eppure lei rischierebbe la vita per lui, e lui per lei. Perché Grace, fin da piccola, sorveglia i lupi che vivono nel bosco dietro casa sua, e in particolare uno dotato di magnetici occhi gialli, che negli anni è diventato il suo lupo. E perché Sam da quando era un bambino vive una doppia vita: lupo d'inverno, umano d'estate. Il caldo gli regala pochi preziosissimi mesi da essere umano prima che il freddo lo trasformi di nuovo. Grace e Sam ancora non si conoscono, ma tutto è destinato a cambiare: un ragazzo è stato ucciso, proprio dai lupi, e nella piccola città in cui vive Grace monta il panico, e si scatena la caccia al branco. Grace corre nel bosco per salvare il suo lupo e trova un ragazzo solo, ferito, smarrito, con due magnetici occhi gialli. Non ha dubbi su chi sia, né su ciò che deve fare. Perché Grace e Sam da sempre si prendono cura l'una dell'altro, e adesso hanno una sola, breve stagione per stare insieme prima che gelo torni e si porti via Sam un'altra volta. Forse per sempre.

Shiver è il primo di ormai una quadrilogia (Sinner, spin - off della saga è uscito in Italia nella primavera dell'anno scorso). Vi chiarisco subito però che purtroppo a "Deeper", il secondo volume, ho dato appena 1 stella su 5, ottenuta grazie all'abile scrittura.

Il primo pregio di Maggie Stiefvater infatti è proprio lo stile. La scrittrice della Virginia possiede un vero talento per la prosa. Riesce ad essere ricercata, ironica e dettagliata nello stesso passo. Il suo linguaggio raffinato mi ha colpita all'istante.
Il romanzo narra le vicende di Grace e Sam. I due si conoscono fin dall'infanzia, nonostante non si siano mai incontrati. Sam è un lupo mannaro e vive al limitare del bosco di Mercy Falls. I suoi occhi da animale osservano Grace dall'infanzia, fino a quando, da bambina, viene trascinata proprio dal branco nel cuore della foresta. L'episodio la segnerà nel profondo, fino a che da adolescente incontrerà Sam, il suo lupo, per davvero. E come farà la sua conoscenza, vi chiederete. Ecco, l'aspetto forse più interessante dell'opera è come l'autrice tratta la licantropia. La narrazione non si compone di incantesimi e riti magici, bensì di spiegazioni scientifiche. La malattiaè di questo che qui si scrive,segue i cambiamenti climatici, che ogni stagione porta con sé, facendo si che ci si trasformi in lupo grazie al freddo dell'inverno, rimanendo invece umani nelle stagioni più calde.

Shiver è diverso rispetto agli altri romanzi che hanno per protagonisti lupi mannari o vampiri e questo lo deve alla ragione puramente scientifica che spiega la licantropia e la trasforma, da motivo di orgoglio, in una vera e propria malattia facilmente trasmissibile. Il romanzo non eredita dunque aspetti positivi dalla letteratura di genere. Essere un lupo mannaro è una condanna. Questo soprattutto se si pensa che, a seguito di molteplici trasformazioni, si rimane in forma animale per sempre. E allora si spiegano le tinte malinconiche e meste che troviamo a sottofondo della narrazione, interrotte qua e là da rari momenti sarcastici.

Ulteriore elemento, che conferisce puro fascino al romanzo, sono i personaggi. La caratterizzazione che la Stiefvater ci regala è complessa e minuziosa e permea tutta la narrazione. L'autrice punta infatti sulle personalità e le emozioni. Sam non è banalmente ricco, belloccio e "perfetto". E' impacciato, buffo e i momenti nei quali avverte un profondo disagio non sono pochi. Anche con Grace si abbandona uno stereotipo, ormai tipico della letteratura indirizzata ai giovani adulti (YA). Non è descritta quale damigella in difficoltà, anzi spesso si incontra un'inversione dei ruoli. E' Sam a dover essere salvato.

Come vi anticipavo il secondo volume della saga non mi ha entusiasmata. C'è da dire però che Shiver, per alcuni versi, può agevolmente considerarsi uno stand alone. Sebbene alcuni aspetti, giustamente, non trovino una risposta definitiva, la narrazione ha un epilogo, che mi ha, a suo modo, soddisfatto.

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