31 marzo 2017

Recensione • Carve the Mark

Carve the Mark di Veronica Roth
Casa editrice: Mondadori
Genere: Fantascienza (space opera)
Collana: Chrysalide
Pagine: 427
Formato: Cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 15,90 euro

Trama

In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzare il futuro. Cyra è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. Akos è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro.


Un'altra settimana è passata e quale miglior occasione per festeggiare l'inizio del week-end, di un nuovo appuntamento qui sul blog?
Oggi vi parlo di un romanzo che reputo meraviglioso e del quale non vedo l'ora di parlarvi: Carve the Mark di Veronica Roth.
Non mi smentisco mai e dunque non troverete singolare che anche sull'autrice della celebre saga di Divergent coltivassi non pochi dubbi all'inizio.
Il primo lavoro della Roth infatti non mi colpì a tal punto da invogliarmi a leggere qualcosa di suo.
Detto ciò, è giusto dare agli autori che subito ci appaiono lontani dai nostri gusti, una seconda possibilità. E meno male! Carve the Mark mi ha rapita.
Lo stile di Divergent (ne lessi giusto qualche pagina) semplice e scorrevole, viene qui soppiantato da una narrazione complessa e articolata. Il romanzo è ricco di descrizioni, i personaggi talmente ben caratterizzati che si impara subito a conoscerli.
Già dai primi capitoli entriamo in contatto con un prodotto maturo e che funziona.
Le parole della Roth me le sono gustata (ci ho messo un mese esatto a finirlo!), ogni pagina una nuova scoperta. A tratti non nego che la scrittura è piuttosto lenta, ricca di descrizioni e spesso alcuni passi necessitano di una rilettura, ma fidatevi! Non abbandonatelo e proseguite nella lettura perché ne vale la pena!

L'universo della Roth è geniale.
Qui ognuno ha un proprio dono che deriva dall'effetto della "corrente" sugli esseri umani.
La graduale scoperta del potere di ogni protagonista è uno tra i numerosi motivi che tengono incollati alle pagine.
Facciamo subito la conoscenza di Akos e di Cyra. Entrambi vivono sul pianeta Thuvhe, ma a differenza del popolo al quale appartiene la seconda (gli shotet), quello thuvhesita del giovane viene riconosciuto dall'Assemblea.
Gli shotet dunque vorrebbero affermarsi in tutta la galassia e lo fanno attraverso la forza e la brutalità, guidati dal tiranno Ryzek Noavek, fratello maggiore di Cyra.
Quest'ultima dunque viene malvista da chiunque, in quanto appartenente alla temibile famiglia Noavek, ma non solo. Cyra ha un dono particolare. E' in grado, con il solo tocco, di infliggere dolore, arrivando addirittura a poter uccidere chi le sta accanto.
Carve the mark è continua scoperta. La storia è originale e la narrazione incalzante, nonostante ammetto che durante i primi capitoli ho fatto fatica ad entrare nelle dinamiche del romanzo (difficoltà accentuata dalla particolare narrazione che vede l'alternarsi dei due punti di vista dei protagonisti, nei quali però si alternano la prima (Cyra) e la terza persona (Akos)).
I personaggi principali li ho amati entrambi. Cyra un po' rude e fredda, mentre Akos dolce e semplice. Una coppia ben assortita e che trasmette dolcezza, ma anche realismo.
Per quanto riguarda le tematiche, qui la Roth si è davvero superata e stupisce i suoi lettori.
Partiamo con il primo tema che si incontra: la discriminazione. L'autrice ha voluto presentare diversi pianeti e popoli e subito si intuisce come alcuni abbiano un trattamento tutt'altro che comprensivo. Alcuni vengono allontanati socialmente perché all'estremità della galassia e altri relegati a pianeti inferiori perché con poco da offrire.
Il tema dunque centrale è affiancato dalla forte immagine che troviamo anche in copertina.
Subito è difficile intuire cosa esattamente vi sia rappresentato, ma coloro che hanno familiarità con l'universo di Carve the mark sanno che raffigurano le incisioni che il popolo shotet pratica sulle proprie braccia a seguito di un'uccisione. E allora tutto acquista un senso diverso. Una volta che leggerete il romanzo ne intuirete anche il motivo.
Infine, è apprezzabile che l'autrice abbia nei ringraziamenti citato le donne che soffrono di dolori cronici dalle quali ha tratto ispirazione per lo splendido personaggio di Cyra. Lodevole come in un romanzo lontano da fatti veritieri, abbia voluto omaggiare una realtà purtroppo presente nel nostro tempo.
Spero che la recensione vi abbia invogliato a leggere un romanzo che io personalmente ho trovato ben scritto e dalle tematiche forti.








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