19 aprile 2017

Recensione • Dominant

Dominant di Irene Grazzini
Casa editrice: Fanucci Editore
Genere: Fantapolitica (distopia)
Pagine: 219
Formato: Cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 12,67 euro

Trama

Claire ha trascorso i suoi primi sedici anni sotto la Cupola, l'enorme barriera alimentata a energia geotermica che protegge la City dall'esterno, il Mondo di Fuori, una landa inospitale e pericolosa sconvolta dalla più violenta glaciazione di cui si abbia memoria. Claire è una Dominante, appartiene cioè a quella razza eletta cui spetta il merito di aver liberato la città dalla minaccia dei Recessivi. Ora il destino ha deciso di sconvolgerle l'esistenza, presentando alla porta del suo Loculo una ragazza sconosciuta, ferita, cha ha bisogno di aiuto. Da quel giorno, la vita di Claire si trasforma in una fuga disperata e rocambolesca dei Vigilanti e dai loro terribili robot, i Mastini, perché quella ragazza misteriosa è una Recessiva, e aiutarla significa commettere il più grave dei reati, quello di alto tradimento. Attraverso un mondo inospitale, reso sterile dal ghiaccio e dall'odio, tra bufere di neve che sferzano enormi città e maestose rovine, Claire scoprirà che il confine tra giusto e sbagliato è più labile di quanto abbia mai creduto.

Recensione

Ormai lo sapete che quando si parla di distopico, possibilmente dallo scenario post-apocalittico, non mi tiro indietro.
E in effetti questi sono due degli ingredienti di "Dominant" di Irene Grazzini.
La Terra è ormai una distesa di neve fredda e inospitale e il genere umano sopravvissuto è diviso in razze. Claire è una Dominante e vive all'interno di una Cupola, creata appositamente per sopravvivere al clima rigido. Un luogo dunque ospitale, che però in passato ha visto la sconfitta dei Recessivi, razza dai capelli e occhi chiari. Claire conduce un'esistenza tutt'altro che movimentata, intervallata dalle attività previste per la globalità degli abitanti della Cupola. Fino a che una Recessiva si fa trovare davanti alla porta del suo Loculo.


Il primo aspetto interessante che ho trovato è decisamente la minuziosa descrizione degli abitanti della City. Ho trovato dei brillanti rimandi a "Il mondo nuovo" di Huxley (del quale trovate la mia recensione qui), in particolare quando descrive un popolo che si è necessariamente allontanato da tutto ciò che porta a provare emozioni per paura di incorrere in nuovi conflitti e che addirittura cresce lontano dai genitori. La forte aggregazione e l'impegno nei confronti della socialità, negando di conseguenza l'individualità, è un elemento tipico delle distopie classiche.
Si nota quindi subito il forte background dell'autrice. Il suo "stato", seppur di dimensioni ridotte, è abilmente caratterizzato e nulla viene lasciato al caso.
Altro aspetto che non tralascerei è decisamente la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto delle protagoniste: Claire e Eleanor. La prima a tratti remissiva, è quello che si definisce un "piccolo genio", soprattutto per quanto attiene le materie scientifiche. La ragazza Recessiva invece è caparbia, coraggiosa e spesso si getta nelle situazioni tralasciandone le conseguenze.
Io ho amato questo romanzo (l'ho già detto?), e lo consiglio a chi ama il genere distopico.
E' decisamente superiore (a mio avviso) a molti romanzi YA distopici che vanno tanto ultimamente. Qui non c'è solo una grande maestria dell'autrice nello scrivere, ma un'abile caratterizzazione della forma di governo, che ho davvero trovato illuminante. Che dire? Leggetelo assolutamente!




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